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Torchio per uva a pressione idraulica

Torchio da vino con testata idraulica

 

Il torchio idraulico, conosciuto anche come torchio a pressione idraulica. Ha la stessa funzione del torchio da vino manuale, infatti anch’esso viene utilizzato sia per la spremitura della vinaccia fresca, in modo tale da estrarre il mosto residuo presente nei chicchi di uva aumentando la resa, sia per la spremitura della vinaccia separata dopo la fermentazione.

Il torchio idraulico è costituito da una gabbia di forma cilindrica costituita da una serie di listelli in legno di faggio (nazionale).  Perché viene utilizzato proprio il legno di faggio? La risposta sta nelle caratteristiche di questo particolare tipo di legname, il quale si distingue per essere insapore ed inodore, pertanto particolarmente indicato agli utilizzi in campo alimentare.

Il torchio per uva a pressione idraulica è composto da una base metallica completa di piedi al cui centro è fissata una vite verticale che permette al martinetto idraulico (selezionato tra le migliori fabbriche italiane del settore) la discesa e la pressione del mosto grazie alla pezzettatura in faggio presente nella gabbia.

Anche nella fase di verniciatura si presta particolare cura all’utilizzo alimentare, infatti  tutte le componenti metalliche del torchio da vino a pressione idraulica sono  trattate mediante l’utilizzo di vernici atossiche.

Torchio per uva a pressione idraulica

Torchio per uva a pressione idraulica

Puoi acquistare il tuo torchio per vino a pressione idraulica cliccando su:

http://www.agristorecosenza.it/enologia/torchi-per-uva-vino/torchi-idraulici
Ricordiamo inoltre che potrai ricevere assistenza tecnica sulle testate (martinetto) idrauliche semplicemente accedendo al nostro sito e compilando il modulo contattaci o inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica info@agristorecosenza.it
Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Il mosto è il liquido che risulta dal procedimento di pigiatura, contiene tutte le sostanze presenti negli acini d’uva (acqua, zuccheri, acidi, sali minerali, sostanze azotate, polifenoli, sostanze pectiche, vitamine, residui della pigiatura e lieviti).E’ fondamentale il ruolo svolto dagli acidi, infatti questi consentono un corretto percorso alla fermentazione assicurando una reazione acida ottimale senza contare che la presenza di questi acidi conferisce al mosto, e quindi al vino poi, un sapore molto più gradevole. Inoltre questi possono facilitare la formazione di Sali, dei quali il più importante, in termini di quantità, è sicuramente il cremortartaro che tende a formare cristalli nel vino quando la temperatura scende.La quantità di polifenoli e quindi sostanze tanniche e coloranti varia a seconda del procedimento utilizzato per la pigiatura (di cui abbiamo già trattato), infatti per ottenere un vino carico di colore è necessario lasciare che le vinacce restino a macerare nel mosto, mentre separando completamente quest’ultimo dalle parti solide si possono ottenere vini rosati o bianchi.Le sostanze che conferiscono sapidità e limpidezza al vino sono il potassio, il magnesio, i fosfati, il calcio, i cloruri, il rame, il ferro e il sodio, mentre le sostanze azotate sono necessarie affinché si sviluppino i lieviti che consentono la fermentazione risultando infine utili nella composizione del profumo del vino.

Consiste nello schiacciamento del frutto al fine di far fuoriuscire il mosto. Con il mosto, si ottiene la vinaccia, la parte solida costituita da raspi, bucce e vinaccioli. La pigiatura può essere eseguita normalmente o a macchina attraverso vari tipi di macchinari: quelli che possono effettuare solo la pigiatura dette pigiatrici; quelli che effettuano anche la separazione dei raspi dal mosto (diraspatrici); quelli che provvedono alla pigiatura e alla separazione completa del mosto dalla vinaccia, dopo averne estratto, per sgrondo e torchiatura, la parte liquida. Per ottenere un vino carico di colore occorre lasciare macerare la vinaccia nel mosto in fermentazione. Al contrario separando completamente le parti solide dal mosto si ottengono vini bianchi o rosati. Al fine di ottenere il vino nella fermentazione con macerazione oppure il mosto nella fermentazione in bianco le vinacce vengono spremute con il torchio, che può essere a cricco (conosciuto anche come torchio manuale, torchio a leva o a mano), idraulico o idropneumatico.

 

Cari amici

Ritorniamo a scrivervi dopo qualche giorno di pausa trascorso alla ricerca di qualcosa di particolare e che possa risultare di complemento alle esperienze da voi maturate. Abbiamo pensato quindi di iniziare un lungo discorso sulla vinificazione e l’intero processo che porta al vino come risultato finale. Discorso che affronteremo in diverse tappe partendo dai rudimenti riguardanti la scelta delle migliore materie prime da utilizzare, passando al momento della vendemmia, della premitura, dalla fermentazione fino ad arrivare al prodotto finito.

Pensiamo che trattare l’argomento possa risultare utile a chi vuole introdursi alla produzione propria del vino, a chi vuole migliorarsi o semplicemente a chi desidera confrontare la propria esperienza con quella degli altri.

Riteniamo inoltre che approfondire il tema in oggetto sia in linea con la tendenziale ricerca di genuinità nella “giungla” di prodotti industriali (spesso comunque di buona qualità) e possa dare in qualche modo il suo contributo nel recupero di una delle tradizioni più antiche e tipiche italiane e non, vi invitiamo quindi a seguirci costantemente partecipando laddove si ritenga utile fornire il proprio contributo alla formazione di un’unica grande conoscenza collettiva.

 

Il torchio idraulico, conosciuto anche come torchio a pressione. Ha la stessa funzione del torchio a leva, cioè viene utilizzato sia per la spremitura della vinaccia fresca, in modo tale da estrarre il mosto residuo presente nei chicchi di uva aumentando la resa, sia per la spremitura della vinaccia separata dopo la fermentazione. Il torchio idraulico è costituito da una gabbia di forma cilindrica costituita da una serie di listelli in legno di faggio (nazionale).  Perché viene utilizzato proprio il legno di faggio? La risposta sta nelle caratteristiche di questo tipo di legname insapore ed inodore, quindi particolarmente indicato all’utilizzo alimentare. Da una base metallica completa di piedi dove al centro è fissata una vite verticale che permette al martinetto idraulico (selezionato tra le migliori fabbriche italiane del settore) la discesa e la pressione del mosto grazie alla pezzettatura in faggio presente nella gabbia.

Non di scarsa importanza il tipo di verniciatura delle componenti metalliche effettuata con vernici atossiche.

Torchio Idraulico foto acquisita dal sito www.agristorecosenza.it