Attrezzatura per Enologia e non solo... tutto a portata di Click

Fare la Grappa in casa

guida alla distillazione per fare la grappa fai da te

La grappa è una delle bevande maggiormente apprezzate dagli italiani, soprattutto a fine pasto. Si tratta di un prodotto che nasce dalla distillazione di vinacce ricavate da uve rigorosamente italiane in quanto, il regolamento n. 1576/89 del Consiglio Europeo, stabilisce che la denominazione “grappa” possa essere applicata soltanto se nel processo di distillazione venga utilizzata dell’uva proveniente da vigneti Italiani. Ciò ne fa uno dei prodotti distintivi del made in Italy. Per fare la grappa le vinacce vengono ottenute dalla svinatura dei vini rossi, pertanto già fermentate e pronte per la distillazione. Per fare la grappa ci occorre un distillatore in rame, un fornello, un alcolometro, un imbuto e appunto le vinacce.

Fare la grappa con Distillatore a fungo

Fare la grappa con Distillatore a fungo

Il primo passo per fare la grappa consiste nel procedere alla pulizia e alla sterilizzazione dell’attrezzatura che verrà utilizzata. Quando tutto sarà pronto si procedere a fare la grappa immettendo nella caldaia del distillatore le vinacce che si intendono distillare per circa ¾ della capacità, aggiungendo tanta acqua fino a ricoprire le vinacce stesse. Successivamente si dovrà accendere il fornello, ponendolo sotto la caldaia del distillatore, e tener d’occhio la temperatura indicata sul termometro. Si noterà come giunti alla temperature comprese tra 70 e 80 gradi cominceranno a scendere le prime gocce, tuttavia queste, solitamente indicate come “testa della grappa”, sono da evitare in quanto tossiche. Occorrerà, quindi, attendere che la temperatura superi gli 81 gradi, a questo punto si potrà procedere alla raccolta del distillato fino al raggiungimento del 96esimo grado (range che indica il “cuore della grappa”), tutto ciò che uscirà poi (“coda della grappa”) sarà assolutamente da evitare anche perché caratterizzato da un gusto sgradevole che rovinerebbe quanto fatto fin ora. Se si vorrà migliorare qualitativamente il risultato ottenuto si potrà procedere alla sua distillazione seguendo le indicazioni e i passi già fatti nella prima. A questo punto si potrà gustare la propria grappa fatta in casa.

Fare la grappa con Distillatore a serpentina

Fare la grappa con Distillatore a serpentina

Puoi acquistare la tua attrezzatura per fare la grappa, o ricevere assistenza su:

www.agristorecosenza.it

Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Coltivazione della vite: l’habitat ideale per la coltivazione

Sistemi di allevamento della vite

Esistono delle condizioni ideali affinché si possa realizzare la coltivazione della vite da vino, queste dipendono essenzialmente dalla posizione geografica e climatica. Le condizioni per la coltivazione della vite si riproducono perfettamente in gran parte dei Paesi del Mediterraneo, ed in alcune aree della California, del Cile, dell’Argentina, del Sud Africa, dell’Australia e del mar Nero. A queste aree appartiene anche il nostro Paese, infatti in Italia si verificano tutte le condizioni generali che ci rendono fautori di una produzione sana di uva da tavola, dove per sana si intende l’assoluta non necessità di intervenire chimicamente per ottenere del buon vino. Tuttavia, dato il grande utilizzo dei terreni più adatti, nel corso del tempo si è ricorsi all’allargamento verso terreni e zone non propriamente adatte alla coltivazione della vite da vino, per esposizione e posizione del terreno stesso. Questo ha contribuito in maniera sostanziosa all’immissione nel mercato di diversi litri di vino made in Italy non assolutamente di qualità e pertanto molto al di sotto degli standard del nostro Paese.
Alla luce di queste ultime considerazioni, si consiglia a chi intente intraprendere la produzione di vino o ampliare la stessa, di verificare la provenienza dell’uva che si acquista, accertandosi che la stessa provenga da zone dalla nota vocazione viticola dove la coltivazione della vite risulta rilevante non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo. Su questo aspetto ci viene in aiuto lo Stato con la legge delle e DOC, realizzata appositamente per garantire la zona di provenienza ed il corretto utilizzo del vigneto. Nella coltivazione della vite in Italia Sono inoltre previsti dei limiti per evitare che il produttore scelga la strada della quantità piuttosto che quella della qualità.

Coltivazione della vite

Coltivazione della vite

 

Puoi acquistare la tua attrezzatura per vino e per la coltivazione della vite, o ricevere assistenza per la sua manutenzione su:

www.agristorecosenza.it

Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Coltivazione della vite

cenni storici sulla coltivazione della vite in Italia

 

Si pensa che la prima coltivazione della vite sia attribuibile all’India, trovando poi grande diffusione in tutta la regione asiatica.
Esistono diverse leggende riguardanti il primo utilizzo di sistemi di allevamento della vite finalizzato alla produzione di vino. Tra questa ve n’è una che attribuisce ad Adamo la conoscenza di questa pianta, in cui l’albero proibito sarebbe in realtà una vite. Secondo altri racconti sarebbe stato Noè ad inventare il vino ripristinando le attività agricole, e quindi anche di coltivazione della vite, a seguito del diluvio universale. Tuttavia la leggenda che probabilmente meglio ha resistito all’andare del tempo è stata quella di Bacco, dio del vino, il quale avrebbe iniziato le pratiche enologiche diventandone il simbolo nel corso dei secoli.

In Italia la prima produzione di vino sembra essersi realizzata in Sicilia intorno al 2000 a.C., affermandosi successivamente presso i Sabini e gli Etruschi con questi ultimi che, dominando dalla pianura Padana alla Campania, diffusero la coltivazione della vite in quasi tutto il centro-nord. Inizialmente per i romani la coltivazione della vite non era una pratica essenziale, infatti, l’incremento dei sistemi di allevamento della vite avvenne successivamente alla conquista della Grecia (146 a.C) dove la coltivazione della vite era diffusa un po’ ovunque e considerata assai importante. Il modello greco venne quindi ripreso dai romani, non fece eccezione la coltivazione della vite che vide una significativa espansione al punto che nel 90 a.C. si registrò una grande sovrapproduzione di uva, tale che l’allora imperatore Domiziano proibì l’impianto di nuovi vigneti, facendo estirpare allo stesso tempo circa la metà di quelli già esistenti in tutto l’impero.
Un progressivo abbandono della coltivazione della vite si registro nel II sec. a causa delle invasioni barbariche e della generale crisi agricola, la situazione vide una sostanziosa ripresa nel Medioevo dove la coltivazione della vite in Italia riprese vigore, soprattutto in riferimento ai monasteri ed ai banchetti che erano soliti all’interno dei castelli. Il definitivo rilancio della coltivazione della vite si ebbe durante il Rinascimento; ad oggi non vi è regione Italia dove la coltura della vite  non è praticata, con il risultato di offrire un ampia varietà di vini che hanno fatto si che il settore enologico del nostro Paese si affermasse come tra i più apprezzati in tutto il mondo.

 

Coltivazione della vite

Agristore di Cosenza R.

 

L’articolo sulla coltivazione della vite è offerta da Agristore di Cosenza R. Per maggiori informazioni e per acquistare la tua attrezzatura per la produzione del vino vieni a farci visita su www.agristorecosenza.it ed utilizza il tuo buono sconto di benvenuto nella sezione Enologia semplicemente inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Vi proponiamo una ricetta semplice da realizzare e dal risultato garantito attraverso l’utilizzo del torchio premitutto in acciaio inox.

Torchiomediobianco-250x250

Torchietto spremitutto in acciaio inox

Si tratta di una ricetta di origini meridionali e in particolare calabrese, che consente la conservazione delle melanzane per un lungo periodo. Questo prodotto si accompagna bene ad altre pietanze svolgendo il ruolo di contorno, e si caratterizza per il sapore intenso e l’odore pungente derivante dall’utilizzo dell’aceto, dell’aglio e della menta.

Di seguito la sequenza dei passi da rispettare

  1. Affettare le Melanzane
  2. Condire con sale e aceto (lasciando poi riposare per 12 ore)
  3. Pressarle e condirle con carote a pezzettini
  4. Aggiungere aglio, menta, peperoncino e olio
  5. Conservare in vasetti

 

Per maggiori informazioni e per acquistare la tua attrezzatura per la produzione delle melanzane sott’olio vieni a farci visita su www.agristorecosenza.it ed utilizza il tuo buono sconto di benvenutosemplicemente inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Produzione vino: alla riscoperta della genuinità

La produzione vino come metodo per riappropriarsi del proprio tempo

 

La produzione del vino si pone in contrapposizione con i ritmi frenetici delle città e della vita odierna. In molti casi si registra il tentativo di riappropriarsi del proprio tempo, ritornando in qualche modo alla vita recuperando vecchie abitudini ormai in disuso. In quest’ottica si può inserire l’aumento esponenziale del numero di orti in terrazzo o in balcone (per chi non possiede un giardino), ma anche coltivazione di vite al preciso scopo di realizzare una produzione del vino.
Per attuare i metodi di lavorazione del vino non occorre essere un esperto di produzione del vino, ma basta conoscere le fasi produzione vino, essere appassionati di enologia occupando piacevolmente parte del proprio tempo liberonell’attività di produzione del vino, in grado di offrire alta soddisfazione personale.
Il nostro blog si rivolge appunto a coloro i quali non sono esperti di metodi di lavorazione del vino, ma vogliono, tuttavia, cimentarsi nell’apprendimento dello schema produzione vino e nella produzione del vino stesso. Per far ciò, non occorre necessariamente possedere un’attrezzatura professionale. Sarà sufficiente dotarsi di mezzi modesti per la produzione del vino!
Nel nostro negozio online, raggiungibile dall’indirizzo www.agristorecosenza.it , potrai trovare ogni tipo di attrezzatura in riferimento alla produzione del vino, dai piccoli macchinari per piccole cantine ad attrezzi più complessi e professionali per la produzione su una più ampia scala coprendo le intere fasi della produzione del vino.
Nella nostra sezione “Enologia” troverai:

  • Accessori per produzione del vino. In questa sotto categoria sono presenti strumenti per la misurazione del grado di maturazione delle uve, del mosto e del vino. Accessori per la fermentazione (Colmatori, Alzavino, ecc…), Boccali e Cilindri graduati, accessori per il filtraggio, per il travaso, per la vinificazione e la pulizia dei contenitori. Inoltre sono disponibili diversi prodotti per la cura e/o la correzione del mosto e del vino (es. Acido Citrico, Acido Tartarico, Sanavin ed altro ancora). Insomma, tutto ciò che può essere d’aiuto nelle fasi della produzione del vino;
  • Botti. Questa sezione offre un’ampia gamma di botti di varia capienza, sia in Castagno che in Rovere;
  • Cantinette. Qui troverai gli accessori adatti al deposito delle tue bottiglie, con cantinette in legno e in metallo;
  • Elettropompe di vario tipo e dimensione;
  • Filtri per vino e bevande varie;
  • Pigiatrici, Pigiadiraspatrici e Diraspatrici di varia capacità e qualità per la produzione del vino;
  • Riempitrici;
  • Serbatoi in acciaio inox;
  • Tappi e Tappatrici, sia manuali che pneumatiche;
  • Termocapsulatrici con relative capsule;
  • Torchi da vino, manuali, idraulici e idropneumatici per la produzione del vino.

 

Pigiadiraspatrice per la produzione vino

Pigiadiraspatrice smaltata

Per maggiori informazioni e per acquistare la tua attrezzatura per la produzione del vino vieni a farci visita su www.agristorecosenza.it ed utilizza il tuo buono sconto di benvenuto nella sezione Enologia semplicemente inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Birra artigianale: produrre birra da casa

guida alla produzione di birra fatta in casa

La produzione di birra artigianale si adatta perfettamente a tutti coloro i quali hanno riscontrato nelle più diffusi tipi di birra i tipici difetti di una produzione su larga scala, dove spesso e volentieri manca l’aspetto emozionale che esclude, di fatto, attenzione e passione dall’intero processo.

Lo scopo di quest’articolo è quello di fornire le conoscenze basilari al fine di produrre birra fatta in casa con un occhio al portafoglio, riducendo al minimo i costi.

Tuttavia è necessario un piccolo investimento iniziale per acquistare un kit per fare la birra contenente tutto l’occorrente per produrre birra fatta in casa.

Il primo passo è quello della pulizia del kit per birra artigianale, infatti, prima di cominciare è buona prassi lavare l’interno del fermentatore con acqua calda unita ad una soluzione detergente per contenitore del kit birra, quindi risciacquare con acqua fredda.

Bisogna poi procedere alla sterilizzazione, utilizzando il potassio metabisolfito, sciogliendone due cucchiaini in ½ litro d’acqua fredda. Dopo il lavaggio avvenuto in precedenza si dovrà avvitare il coperchio al contenitore ed inserire il minifermentatore versandovi dentro la soluzione composta da acqua fredda e potassio metabisolfito, avendo cura di agitare bene per bagnare completamente la superficie interna. Lo stesso composto può essere utilizzato per sterilizzare il resto dell’attrezzatura per fare la birra (es. mestolo).

La terza fase comincia con l’apertura del tappo del malto (attenzione, non della latta) e del lievito, preriscaldando la confezione ancora sigillata in acqua calda per 10 minuti. Versare in una pentola (dalla capienza di almeno 5-8 litri) contenente 2-3 litri di acqua bollente, il contenuto della lattina di malto aggiungendo tanto zucchero quant’è la gradazione desiderata per la propria birra artigianale (vedi tabella 1), avendo cura di agitare per bene il composto fino a farlo amalgamare completamente.

gr di malto gr di zucchero Grado alcolico
1500 1000 3,8%
1500 500 2,9%
1500 0 2,0%

Tabella 1 rapporto quantità zucchero-grado alcolico

E’ possibile effettuare una stima sul grado alcolico che raggiungerà la nostra birra fatta in casa, applicando semplicemente la seguente formula:

Grado alcolico birra artigianale = (Densità iniziale – Densità finale)/7,45

Esempio: 1042-1008 =  34:7,45 = 4,56% Alcool

Densità iniziale=densità del mosto prima del processo di fermentazione;

Densità finale= densità della birra fatta in casa (prima di imbottigliarlo).

 

Il riempimento del fermentatore deve avvenire dapprima inserendo circa 5 litri d’acqua fredda, successivamente il mosto ormai freddo e infine riempire con acqua fredda fino alla quantità necessaria per raggiungere la qualità desiderata, in base ai vari tipi di birra.

Successivamente occorre applicare, se già non è stato fatto,  il termometro adesivo sul contenitore per birra fatta in casa in modo tale da poter controllare quando il prodotto raggiunge i 20°C per poter aggiungere il lievito contenuto nella bustina, mescolando per bene al fine di consentire al mosto di ossigenare. Da tener ben presente che immettere il lievito a temperature superiori ai 26/28 gradi può comportare l’avvio di un processo di cattiva fermentazione, al contrario inserirlo ad una temperatura del mosto ancora troppo bassa (es. 18°) può non far avviare la fermentazione stessa.

A questo punto occorre avvitare il tappo del fermentatore collocandolo in un luogo fisso, e versare un composto di acqua e metabisolfito nel gorgogliatore fino a raggiungere il livello indicato. Un trucco per accertarsi che il contenitore sia chiuso perfettamente è quello di far pressione ai lati, in questo caso l’acqua nel gorgogliatore si sposterà a sinistra, nel caso contrario sarà bene chiudere meglio il coperchio del fermentatore del kit per birra fatta in casa.

Dopo alcune ore si avvierà il processo di fermentazione della birra artigianale che, ad una temperatura di 22 gradi circa, si completerà tra i 5 e i 10 giorni, se invece sarà al di sotto di questa soglia sarà necessario più tempo, al contrario, se superiore, potrà volerci meno.

Il processo sarà terminato quando, il gorgogliamento si fermerà, a quel punto per sapere se la nostra birra fatta in casa è pronta, sarà necessario allentare leggermente il tappo e dal rubinetto versare un po’ di birra artigianale nel cilindro trasparente che dovrà poi contenere il densimetro. La vostra birra fatta in casa sarà pronta quando il valore indicato dal densimetro corrisponderà a quello riportato nella guida tecnica. Nel caso in cui, la misurazione risulti superiore occorrerà attendere ancora qualche giorno (non si dimentichi di richiudere per bene il tappo del fermentatore).

A questo punto si potrà procedere all’imbottigliamento, dopo aver avuto cura di sterilizzare le bottiglie mediante la solita soluzione di acqua e metabisolfito composta da un cucchiaino versato in ¼ d’acqua fredda. Utilizzare metà della soluzione per risciacquare metà delle bottiglie e la seconda metà per le restanti, si lasci poi gocciolare per circa 10 minuti (operazione facilitata da un avvinatore/sterilizzatore).

Successivamente versare, con l’apposito misurino, in ogni bottiglia dello zucchero (circa 5-6 grammi per litro) per ottenere la tipica schiuma. Non si esageri in questo procedimento in quanto le bottiglie potrebbero scoppiare, inoltre è necessario non avere fretta di imbottigliare in quanto è preferibile un imbottigliatura tardiva anziché una prematura che potrebbe inficiare il risultato finale.

Dopo aver riempito ogni bottiglia (lasciando circa 3 cm), si può passare alla fase di tappatura nella quale è consigliabile utilizzare tappi di qualità e una tappatrice a leve o a colonna la quale garantisce compatibilità con tutti i formati di tappi e bottiglie.

E’ bene agitare le bottiglie per far sciogliere lo zucchero inserito in precedenza e lasciare riposare in posizione verticale per almeno 4-5 giorni ad una temperatura compresa tra i 18 e i 24 gradi al fine di stimolare il processo della seconda fermentazione. A quel punto le bottiglie possono essere riposte in cantina per almeno 10-15 giorni.

 

 

Kit per birra fatta in casa

Kit per la produzione di birra artigianale fatta in casa

Puoi acquistare tutto il materiale necessario alla produzione di birra artigianale cliccando su:

http://www.agristorecosenza.it/attrezzaturabirra-homebrew

 

Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Torchio da vino: manutenzione

come prendersi cura del proprio vecchio torchio

 

Il torchio per vino è lo strumento principe nella produzione del vino fai da te. Pur essendo un macchinario sostanzialmente resistente è soggetto anch’esso ai problemi derivanti dal tempo e dall’usura; è pertanto consigliabile adottare una serie di accorgimenti prima e dopo la premitura dell’uva, soprattutto qualora si tratti di un vecchio torchio o un torchio antico.

Sia prima che dopo l’utilizzo è buona prassi smontare la gabbia in legno del torchio per uva, aprendo le chiavi  in ferro bloccate dai ganci fissati ai cerchi della gabbia stessa che generalmente si trovano in numero di 4 o 6 in dipendenza della misura del torchio da vino in questione, e procedere ad un accurato lavaggio si all’interno che all’esterno avendo cura di rimuovere ogni residuo o deposito presente. Inoltre è consigliabile risciacquare abbondantemente il piatto in ferro (base o bacino) e la parte non filettata della vite che entrerà in contatto con le uve derivanti dalla vendemmia.

Il secondo passo per assicurare un corretto funzionamento del torchio per vino è rappresentato dalla lubrificazione. Essa dev’essere effettuata sulla parte filettata della barra centrale (vite) e sulla testata di movimento dove, nel torchio per uva a leva (o manuale),  è presente una grossa madrevite costituita da un disco in ferro o ghisa sul quale sono presenti diversi fori che permettono l’aggancio dei saltellini posti sulla sommità del meccanismo, permettendo così il movimento del disco. E’ consigliabile utilizzare grasso piuttosto che olio nella lubrificazione della testata e della vite che si suggerisce avvolgere con un panno al termine delle operazioni.

Si può così procedere all’utilizzo del torchio da vino e alla successiva manutenzione ripetendo quanto suggerito in precedenza.

Per ulteriori informazioni o altre problematiche contattare il nostro tecnico cliccando su Assistenza.

 

Torchio per vino

Torchio per uva di tipo manuale

Puoi acquistare un torchio per vino o ricevere assistenza per la sua manutenzione del tuo vecchio torchio su:

www.agristorecosenza.it
 
 
Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.
 
 

Torchio per uva a pressione idraulica

Torchio da vino con testata idraulica

 

Il torchio idraulico, conosciuto anche come torchio a pressione idraulica. Ha la stessa funzione del torchio da vino manuale, infatti anch’esso viene utilizzato sia per la spremitura della vinaccia fresca, in modo tale da estrarre il mosto residuo presente nei chicchi di uva aumentando la resa, sia per la spremitura della vinaccia separata dopo la fermentazione.

Il torchio idraulico è costituito da una gabbia di forma cilindrica costituita da una serie di listelli in legno di faggio (nazionale).  Perché viene utilizzato proprio il legno di faggio? La risposta sta nelle caratteristiche di questo particolare tipo di legname, il quale si distingue per essere insapore ed inodore, pertanto particolarmente indicato agli utilizzi in campo alimentare.

Il torchio per uva a pressione idraulica è composto da una base metallica completa di piedi al cui centro è fissata una vite verticale che permette al martinetto idraulico (selezionato tra le migliori fabbriche italiane del settore) la discesa e la pressione del mosto grazie alla pezzettatura in faggio presente nella gabbia.

Anche nella fase di verniciatura si presta particolare cura all’utilizzo alimentare, infatti  tutte le componenti metalliche del torchio da vino a pressione idraulica sono  trattate mediante l’utilizzo di vernici atossiche.

Torchio per uva a pressione idraulica

Torchio per uva a pressione idraulica

Puoi acquistare il tuo torchio per vino a pressione idraulica cliccando su:

http://www.agristorecosenza.it/enologia/torchi-per-uva-vino/torchi-idraulici
Ricordiamo inoltre che potrai ricevere assistenza tecnica sulle testate (martinetto) idrauliche semplicemente accedendo al nostro sito e compilando il modulo contattaci o inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica info@agristorecosenza.it
Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Torchio da vino manuale

Torchio per uva di tipo manuale (o a leva)

 

Il torchio per vino, conosciuto anche come torchio manuale, torchio razionale, torchio a cricco.

Torchio per vino

Torchio per uva di tipo manuale

Il torchio per vino viene utilizzato sia per la spremitura della vinaccia fresca, in modo tale da estrarre il mosto residuo presenti nei chicchi di uva aumentando la resa, sia per la spremitura della vinaccia separata dopo la fermentazione. Il torchio per uva è costituito da una gabbia di forma cilindrica costituita da una serie di listelli in legno di faggio. Tale gabbia poggia su una base metallica completa di piedi, mentre al centro è fissata una vite verticale che permette al “movimento”  meccanico  la discesa e la pressione del mosto grazie all’ausilio di  una leva e della pezzettatura ossia l’insieme delle componenti in legno presenti per fare spessore nella gabbia.

La mia attività di realizzazione e commercializzazione di torchio da vino non nasce prettamente da una mera questione materiale, ma ha radici ben più profonde che affondano nella passione trasmessami da mio padre che ancora prima aveva appreso quest’arte dal mio nonno secondo il modo di fare e di pensare tipico dei prodotti “di una volta”, fatti con passione, cura ed attenzione nei particolari e nella qualità che ormai viene tramandata di generazione in generazione.

L’esperienza di mio nonno nasce negli anni ’40 quando comincia a realizzare i primi torchi in legno secondo il tipo di torchio antico dell’epoca (interamente in legno), trasmettendo in questo campo l’esperienza che già aveva maturato nel trattare questo materiale costruendo carri da traino in legno. Crescendo ho visto accendersi in me la stessa passione che vedevo viva negli occhi di mio padre quando lo osservavo durante il suo interminabile lavoro, provate a pensare i tempi necessari alla realizzazione della sola gabbia di un torchio da vino con una lavorazione che parte dal tronco dell’albero consegnato nel suo stato naturale, tagliato in lunghe assi e lasciato stagionare per poi essere trattato fino ad arrivare al prodotto finito ossia il singolo listello di legno.

Nel ripensare a quanto fatto dai miei predecessori mi sono prefisso lo scopo di continuare questa che è ormai una antica tradizione di famiglia cercando di realizzare prodotti che siano all’altezza degli insegnamenti impartitimi da mio padre.

Il torchio per uva risulta uno strumento indispensabile per chi si accinge alla produzione di vino fai da te o anche a chi sa già come si produce il vino e come fare il mosto.

Puoi acquistare il tuo torchio per vino cliccando su:

http://www.agristorecosenza.it/enologia/torchi-per-uva-vino/torchiouva

Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.

Fioretta del vino: cos’è e come combatterla

travaso del vino, la soluzione giusta?

Uno dei problemi più fastidiosi di tutto il procedimento per fare il vino e, ovviamente, per chi dovrà consumarlo è la formazione della cosiddetta fioretta del vino.

La fioretta vino è una malattia causata da batteri aerobi. Essa si manifesta con la formazione di uno velo biancastro o rosa sulla superficie del vino.

Essa si sviluppa facilmente in vini esposti all’aria, quindi il consiglio è di tenere i contenitori pieni fino all’orlo. Un’ottima soluzione è quella di dotare i propri recipienti di tappi colmatori.

Colmatore lungo con attacco conico adatto a tini per vino e botti

Colmatore lungo con attacco conico adatto a tini per vino e botti

Lo strato di fioretta formato sulla superficie del vino diventa sempre più spesso fino a quando non si rompe e si posa sul fondo permettendo, se non si interviene, la creazione di un nuovo strato sulla superficie.

La fioretta del vino è una malattia del vino che risulta essere molto più frequente, nonché nettamente facilitata, da un basso grado alcolico, infatti, risulta spesso nei vini tra i 9 e 10 gradi alcolici, mentre più rara in quelli che superano i 12°.

Si tratta di un infezione più facile da contrarre in ambienti come le cantine, dove vi è una massiccia presenza dei batteri in grado di causare la fioretta vino, in particolare sugli attrezzi per vino o anche sui pavimenti e le superfici.

Per combattere questo fenomeno può essere utilizzato olio di vaselina da versare sulla superficie del vino. Esso, infatti, combatte la fioretta, tuttavia, può accadere che nel vino possano restare tracce di olio se non accuratamente ripulito. Possono, inoltre, essere impiegati dischi di paraffina imbevuti in essenza di senape da lasciare galleggiare sulla superficie. Si impiega l’essenza di senape in quanto questo prodotto agisce da inibitore dei batteri in grado di causare la fioretta vino, sia nella camera d’aria che si crea nel contenitore, sia sulla superficie del vino.

Cosa succede quando il vino si ammala di fioretta? all’inizio il vino non viene alterato troppo ma con il passare del tempo prende il sapore dell’aceto e perde la sua gradazione alcolica. Cosa puoi fare? il consiglio è di filtrare strettamente il vino e travasarlo in una botte pulita e solfitata o altri contenitori purché siano puliti cercando di far staccare lo strato di fioretta in modo tale che si posi sul fondo della botte, nel caso in cui si utilizzino le bottiglie può essere utile effettuare l’imbottigliamento a caldo.

Puoi acquistare tutto il materiale necessario a combattere la fioretta del vino su:

http://www.agristorecosenza.it/enologia

 

Inoltre per te un buono sconto di benvenuto inserendo il codice 2013BNR nella pagina di conferma d’acquisto.